Non ho il benché minimo buon motivo per riempire la rete con le miei idee, i miei sproloqui e i miei lamenti sulla vita di ogni giorno. E' solo che è una noia scrivere un diario privato, che nessuno sconosciuto, intelligente o idiota che sia, può prendersi la libertà di commentare.
Una volta ci tenevo alla mia privacy, e a dire la verità ci tengo ancora, per questo il nome che userò è falsissimo. Non ho mai adorato l'idea di Facebook, né di Twitter, né tutti i social network che oggi ossessionano le giovani generazioni (l'attento lettore dedurrà che io sia non propriamente giovane - diciamo che ho tra i 25 e 35 anni - se stessi compilando un sondaggio è quella la casella che barrerei).
Una volta era diverso in rete.
Trovo foto di dodicenni in pose da vamp su Fb. E' assolutamente normale condividere frivolezze con tutti quelli che conosciamo. Un esempio? Questa mattina leggo un tweet di un conoscente (ok, forse un po' più di conoscente, considerato che qualche anno fa ci conoscevamo intimamente - ma è stato uno scivolone - odio andare a letto con dei perfetti idioti. E' successo. Ho archiviato l'accaduto e ho imparato che la mia libido è inversamente proporzionale alla stupidità):
Forse il lato positivo della crisi è che le persone imparino a mettere da parte un po' di consumismo e ridiano valore alle cose importanti della vita.
Che c'è di male? Niente. E' perfino giusto quel che dice. Questo sarebbe valido se la persona che scrive fosse coerente con quanto detto. Il problema è che questa stessa persona è dedita agli aperitivi e alle cerette al petto più di quanto sia dedita alla lettura di un quotidiano. In vita sua non penso abbia mai aperto un libro (a meno che non fosse la biografia di un calciatore - ora non mi ricordo quale) e fino a qualche anno fa si lamentava che la sua nuova auto era a distanza di tre mesi dall'acquisto ormai datata e che andava cambiata.
E meno male che c'è la crisi e bisogna consumare meno. Se si fosse pagato le sue attività altamente culturali con i suoi soldi avrei perfino avuto un briciolo di rispetto. Ma il portafoglio (con tutto quello che c'era dentro) era di papà.
Altra piaga sociale è la tribù di imitatrici di Clio.
Sull'onda del consumismo recensiscono prodotti di make up, skincare e hairstyle. Se dicessimo che provano trucchi, creme per il viso e prodotti per i capelli non sarebbe la stessa cosa. Make up è meglio di trucco, e skincare è meglio di cura della pelle. Non fa abbastanza figo parlare in italiano - Vogue docet (Mi piace molto Vogue, ma questa idiozia di insistere con la lingua anglosassone la trovo insopportabile).
Si organizzano rendez-vous a Milano con le adepte. Il programma? Un giro da Lush, da Mac, da Sephora e poi via a cena. Un programma interessante.
Mi è del tutto incomprensibile capire perché dovrei venire fino a Milano per incontrare altre donne della mia età (e badiamo bene - non parliamo di quindicenni) per andare in gruppo a prendere uno shampoo per capelli.
Le capostipiti di questi video su Youtube in realtà puntano ad altro: puntano ad essere pagate da qualche sponsor. Del resto Clio ha avuto il suo programma e un'altra ragazza statunitense (il nome proprio non me lo ricordo) ha iniziato postando su Youtube per poi giungere ad essere sul libro paga di Lancome.
Ora qualunque imbecille vorrebbe essere pagato per provare creme di bellezza da 100 € anziché trovarsi un faticosissimo lavoro sottopagato in tempi di crisi.
Capisco di meno le adepte che postano alla capostipite commenti come "Sei bellissima, complimenti!" "Te
l'ha detto nessuno che assomigli a Bianca Balti? Credo di sì..."
In quei momenti mi domando perché io, Nadja Von Kaunitz, non riesco a perdere cinque minuti del mio tempo per comunicare notizie di così fondamentale importanza?
Poi ci sono quelli che s'innamorano sul web.
Catfish è un programma che dovrebbero guardare in molti. "Ci scriviamo da 10 anni, ma non ci siamo mai visti. Ho paura di chiederglielo".
Ma brutto idiota...non ti passa per la testa che forse c'è qualcosa dietro? Ragazze che dicono di assomigliare a Miranda Kerr che poi hanno la stessa età e fisionomia di Goldie Hawn (da giovane era spettacolare - ora ha abusato di sé stessa). Ragazzi che dichiarano di essere degli sportivi con il fisico da urlo che poi sembrano avere più cose in comune con la Donna Cannone.
Io capisco che non si può trovare l'anima gemella (se c'è - un tempo ero romantica quando leggevo Tolstoj - ora che ho esaurito le letture e lui sfortunatamente è morto - ho reputato opportuno credere a quanto diceva nella Sonata a Kreuzer) di fronte a casa. Ma perché dobbiamo credere a chiunque?
Perché dobbiamo condividere tutto? Perché devo mettere le mie foto? Perché devo pubblicare con il mio vero nome? Perché dovrei girare dei video?
Io odio condividere. Sono nata egoista.
Io odio postare con il mio nome. Sono nata libera (e magari, se proprio decidono di perseguirmi legalmente ci impiegano un attimo di più a trovarmi)
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