Miss Italia è in pericolo. La senatrice Silvia Amati ha paventato l'idea di avviare un'interrogazione parlamentare al Ministro dello Sviluppo Economico.
Ovviamente la senatrice è stata fortemente criticata. Ci serve Miss Italia in tempo di crisi? Ci serve in generale Miss Italia? si domandano le femministe.
Lasciatemi dire una cosa. Io una volta ero femminista. I miei scaffali sono pieni di libri scritti da femministe: Germaine Greer, Simone De Bauvoir, Susan Faludi, Betty Fridan etc. e non rinnego certo le mie letture (magari ho qualcosa da dire su Germaine Greer e la visione dei transessuali - a mio avviso totalmente errata e se vogliamo perfino miope). Ho dedicato anche qualche istante delle mie letture quotidiane a delle "contemporanee" (non che le altre non lo siano, ma l'età avanza, ed in fin dei conti almeno due di loro sono morte) come Natasha Walter o Jessica Valenti (un po' troppo pop per i miei gusti).
Il primo accenno al femminismo è rilevabile nel diario dei miei 14 anni. Sono una che ci crede insomma, ma non sono così miope da non vedere la differenza tra il sonnacchioso femminismo italiano (non se n'è parlato molto fino a che la situazione non è totalmente degenerata - fino a 15 anni fa la stampa non ha neanche preso in considerazione i temi proposti dalle femministe italiane, che nonostante tutto c'erano già) e quello anglosassone che invece non ha mai taciuto. C'è anche un'altra caratteristica che fa la differenza tra i due: il moralismo. Le italiane mi appaiono assai moraliste.
Mi rendo conto che usciamo (davvero? Forse non stiamo uscendo, a me non pare che la situazione sia migliorata) da un ventennio di berlusconismo e che il modello femminile preponderante, quello almeno proposto dai media, è la velina - se non la velina, la escort - se non la escort, quella famosa-non-si-sa-bene-per-cosa-forse-perché-é-stata-a-Villa Certosa, ma ho trovato un po' troppo fuori luogo questa crociata nei riguardi di Miss Italia.
Miss Italia non mi offende. Anzi, devo dire che la scelta dei costumi da bagno dell'anno scorso è stata pessima - uso qui l'aggettivo pessimo per esprimere il mio disappunto per il gusto retrò anni 50 . I costumi stavano male a TUTTE. Sarebbe stato lo stesso anche se l'avesse messo Bianca Balti o Gisele Bundchen, che indossano costumi di mestiere e sono programmate geneticamente per fare le grucce umane.
Miss Italia mi offende solo quando cerca di prolungare lo show per tre infinite serate in cui scopriamo la personalità delle ragazze che vi partecipano. E' questa la parte degradante dello show: conoscere il colore preferito delle candidate, insistere che la cosa più importante per loro è la pace nel mondo, che la questione a cui pensano più di frequente è la fame che affligge il Corno D'Africa.
Ora, questo perbenismo lo tollero assai poco. Ancor di meno tollero quei costumi alla Sofia Loren.
Ma Miss Italia non va abolito. Magari non condivido la visione che hanno quelle ragazze che vogliono far carriera per il loro aspetto, magari le sopporto poco perché le considero donne a metà che utilizzano solo una parte di sé, magari alcune le detesto davvero per questo, magari detesto l'idea che ci si possa ridurre così in basso a fare la velina, a fare la escort o a frequentare Villa Certosa o Arcore
MA
per quanto io le disapprovi in toto non c'è niente che possa fare per limitare la loro libertà d'azione, perché a mio avviso questo genere di donna continuerà ad esistere, media o non media, tv o non tv, Berlusconi o non Berlusconi. Non è una questione di esempi e di modelli soltanto (siamo tutti d'accordo che di culi e tette se ne vedono un po' troppi in tv e anche di cose assurde. Di cose assurde ne ho viste diverse anche sui giornali di moda, tipo la sponsorizzazione della linea primavera/estate di Prada, che con grande senso dello humor propone pellicce ad agosto, anche se assolutamente sintetiche. Di questo passo metterò un bikini per uscire a gennaio), è anche una questione culturale. Qualcuno dirà - Beh, Nadja, in fin dei conti la pubblicità, la televisione, i media in genere "formano" le persone, quantomeno "formano" le loro opinioni o le deviano, le rilevano - Sì, certo. Ma non sono i soli.
A parte rari casi, chi cerca di perseguire simili "carriere" è perché preferisce passare sul cadavere della mercificazione del proprio corpo che fare fatica per il proprio sostentamento.
E' la solita vecchia storia del prendere la via più facile (poi facile non so quanto. Io non ce la farei mai e finirei col guadagnare 50 € la settimana per pulire i gabinetti anziché finire in tv a fare la velina).
La condizione attuale femminile in Italia non è causata solo dai pessimi esempi (e diciamolo - Miss Italia è l'ultimo a cui penserei) e dalle manovre mediatiche che utilizzano il corpo femminile per sponsorizzare da i copertoni al dentifricio, ma anche dalle donne stesse.
Se non si ammette questo siamo destinate a combattere contro i mulini a vento.
La responsabilità dell'educazione ricade spesso e volentieri sulle donne. Se io non sono diventata un'aspirante velina lo devo a mia madre (va bene, ho fatto la modella per qualche tempo, ma senza arte né parte, e con scarsissima convinzione) e ai suoi insegnamenti. Leggo Vogue e Guerra Pace. Mi interesso alla nuova collezione di Gucci e all'elezione del Presidente della Repubblica. Mi piace Anna Wintour ma anche Margaret Tatcher (magari la sua politica un po' meno). Mi piacciono le novità del trucco ma non ne sono schiava come Cheryl Pandemonium.
Se chi educa è una donna intelligente avremo dozzine di future donne che hanno una coscienza di quello che sono e saranno capaci di accettare sia quello che è superficiale, sia quello che non lo é. In altre parole è l'equilibrio quello che conta.
Noto che l'equilibrio alle femministe manca. Poi questo moralismo di cui parlerò più avanti nei prossimi giorni andrebbe eliminato o finirò col trovare presto una donna che mi misura la gonna.
La condizione attuale femminile in Italia non è causata solo dai pessimi esempi (e diciamolo - Miss Italia è l'ultimo a cui penserei) e dalle manovre mediatiche che utilizzano il corpo femminile per sponsorizzare da i copertoni al dentifricio, ma anche dalle donne stesse.
Se non si ammette questo siamo destinate a combattere contro i mulini a vento.
La responsabilità dell'educazione ricade spesso e volentieri sulle donne. Se io non sono diventata un'aspirante velina lo devo a mia madre (va bene, ho fatto la modella per qualche tempo, ma senza arte né parte, e con scarsissima convinzione) e ai suoi insegnamenti. Leggo Vogue e Guerra Pace. Mi interesso alla nuova collezione di Gucci e all'elezione del Presidente della Repubblica. Mi piace Anna Wintour ma anche Margaret Tatcher (magari la sua politica un po' meno). Mi piacciono le novità del trucco ma non ne sono schiava come Cheryl Pandemonium.
Se chi educa è una donna intelligente avremo dozzine di future donne che hanno una coscienza di quello che sono e saranno capaci di accettare sia quello che è superficiale, sia quello che non lo é. In altre parole è l'equilibrio quello che conta.
Noto che l'equilibrio alle femministe manca. Poi questo moralismo di cui parlerò più avanti nei prossimi giorni andrebbe eliminato o finirò col trovare presto una donna che mi misura la gonna.
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